About me

Io a 3 anni a Placanica.Calabrese di nascita e napoletana di adozione, a Napoli ho trascorso gli anni più belli della mia vita (la giovinezza è sempre il periodo più bello) e ho frequentato il liceo scientifico con l’intenzione di diventare ingegnere elettronico. La vera passione della mia vita è sempre stata la matematica ed ho vissuto con i compagni la fase evolutiva del personal computer da semplice Tastiera con RAM e linguaggio basic a computer come lo conosciamo oggi; poi la vita ti costringe a compiere scelte diverse da quelle che sognavi, e poiché ero brava anche nelle lingue straniere mi sono iscritta all’Istituto Universitario Orientale di Napoli dove mi sono laureata in lingue e letterature straniere moderne, indirizzo europeo, (specializzata in inglese, con anche conoscenze di lingua e letteratura spagnola e lingua tedesca). Ho coltivato la passione per la storia, in particolare quella medioevale e moderna al punto che la mia tesi ha avuto come oggetto di ricerca il Catasto Onciario di Castellammare di Stabia del 1753.

Ma il mio destino era segnato e, nonostante le mie aperte ribellioni a diventare insegnante (ce n’erano già troppi in famiglia ed era risaputo che il trattamento economico di questa professione non fosse certo tra i più allettanti), ho partecipato al concorso ordinario per titoli ed esami conseguendo l’abilitazione all’insegnamento.

Sono stata nominata in ruolo dalla graduatoria permanente D.M. 146/2000 come docente per l’insegnamento della lingua straniera – inglese e dopo due brevi supplenze appena laureata (8 giorni in un Liceo Scientifico e 10 giorni in una Scuola Media), ho prestato servizio dal 1995 al 2000 in scuole della provincia di Nuoro, poi due incarichi annuali presso l’Istituto Tecnico Commerciale “Romagnosi” di Erba per approdare infine all’Istituto Comprensivo di Inverigo.

Ho avuto la fortuna di condividere l’anno di prova con tre colleghi che sono stati anche grandi amici. In particolare con uno di essi, un professore di lettere, ho lavorato in grande sintonia al progetto “Ipotesi di teatro” per due anni consecutivi. Le opere messe in scena sono state “Romeo and Juliet”, il primo anno, e Novelle dal Decameron di Boccaccio con l’aggiunta di 'The Pardoner's Tale' una novella tratta dai Canterbury Tales di Chaucer e liberamente adattata (ovviamente in inglese). E’ stata un’esperienza indimenticabile per tutti, docenti e studenti, e davvero credo che l’attività teatrale sia talmente formativa che non dovrebbe mancare in alcuna scuola.

Mi è sempre piaciuto partecipare alle attività pomeridiane di laboratorio: tra queste ricordo il torneo di scacchi e il gioco delle bocce, che nulla hanno a che vedere con la mia disciplina di insegnamento ma, come tutte le attività laboratoriali, aiutano a conoscere meglio gli studenti, un aspetto spesso troppo trascurato e lasciato al caso o all'inclinazione del docente, ma fondamentale per adottare le strategie più adeguate e proficue per l'apprendimento.

Quando finalmente la scuola si è dotata di un buon laboratorio multimediale ho cominciato a lavorare con eTwinning, ed è stato entusiasmante per me e per i miei studenti. Ho collaborato ad un progetto Comenius e mi sono interessata sempre più alle politiche europee. Pensavo però che con studenti più grandi e più autonomi avrei potuto cimentarmi in progetti più impegnativi e stimolanti e credo che sia proprio questo che mi spinse al passaggio di ruolo nei licei, dove lavoro da ormai 6 anni.

Dopo il primo anno in cui ho cercato di comprendere il mio nuovo ambiente di lavoro, ho avviato progetti eTwinning, ottenendo un label europeo ed un finanziamento del Parlamento europeo per una visita a Strasburgo delle mie classi, poi un Erasmus+ KA1 con 11 job shadowing e 2 corsi strutturati per altrettanto personale scolastico, un PON Competenze di base e un PON Cittadinanza europea con mobilità in Inghilterra. 

Insomma mi sono data da fare lavorando giorno e notte, anche festivi, conseguendo i massimi risultati ottenibili, ma ancora mi chiedo se ne è valsa la pena.